- Andrea Soldati

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Chi sono io? Mi chiamo Andrea Soldati (la mia foto è sulla sinistra, per tu che stai leggendo ed il curriculum è riportato qui sotto). Che ci faccio qui? In origine, quando insegnavo alle superiori, la funzione di queste pagine era di pubblicare le mie dispense (insegnavo geografia e discipline economiche e giuridiche) ed i lavori dei miei studenti, poi ... ho deciso di diventare imprenditore (avevo sviluppato un modello industriale) e la mia attenzione si è concentrata sul sito della mia azienda (http://www.antonellaspada.eu) . Così questo è rimasto a lungo inutilizzato. Adesso che la formazione a distanza è divenuta importante, e che mi trovo un pò di tempo libero (a causa del #Covid-19), ho deciso di rimetterci mano, per aiutare gli ex-colleghi ed approfondire quei temi che sono alla base del mio lavoro: la sicurezza nei luoghi di lavoro e la logistica integrata (no ... non soltanto i trasporti ... in realtà la logistica è una disciplina molto più complessa, che coinvolge ogni area di un'azienda, ma di questo ne potremo parlare nella sezione apposita). 
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La logistica

La logistica - Andrea Soldati

La logistica nasce come “l’arte del muovere gli eserciti” in Cina tra il 400 ed il 320 avanti Cristo. Il primo, e più studiato, trattato sull’argomento, infatti, è “L’Arte della guerra” (Bingfa), scritto da autore ignoto, basandosi sui dogmi dettati dallo stratega cinese Sun Tzu (o Sun Wu), nato nello stato settentrionale di Qi, ed attivo nei territori sudorientali di Wu verso la fine del IV secolo avanti Cristo. In poche parole si tratta di un manuale pratico e sintetico, destinato agli addetti ai lavori, dove si alternano una serie di indicazioni tecniche precise e specifiche all’esposizione di principi di ordine generale, attingendo a diverse scuole di pensiero, ed amalgamando il tutto all’insegna del più spiccato utilitarismo.  
Tutto è finalizzato alla vittoria, perché vincere è l’unica cosa che conti in caso di guerra, e vince veramente solo chi sa imporsi ottenendo il massimo profitto con il minimo sforzo (in termini di tempo e perdite).  
Un tale obiettivo si raggiunge con una valutazione iniziale atta ad evitare le situazioni potenzialmente svantaggiose, variando inesauribilmente i piani e la disposizione tattica, sfruttando sapientemente i vuoti ed i pieni dello schieramento nemico, mascherando la propria forza ed avvalendosi d’ogni altro stratagemma in grado di garantire il successo finale.  
Con il tempo la logistica assume sempre più importanza in campo militare. Molti dei grandi condottieri del passato, e del presente, devono buona parte dei loro successi all’organizzazione logistica. Le forze combattenti sono più motivate se il supporto logistico riesce a far pervenire al fronte le armi, le derrate e le informazioni necessarie, e se non devono dedicarsi ad occupazioni quali la gestione dei campi e la manutenzione delle macchine da combattimento.  
La cosa è risultata evidente nell’ultima guerra del golfo. Nonostante lo strapotere bellico dimostrato dalle forze anglo-americane, gli irakeni sono riusciti ad opporre una seppur minima resistenza, ed a rallentare quella che altrimenti sarebbe stata una veloce “galoppata” del 7° cavalleggeri (proprio lo stesso reggimento di cavalleria protagonista di tanti film western, solo che in Iraq al posto dei cavalli aveva a disposizione i corazzati n.d.s.) alla volta di Baghdad, solo con veloci, e continui, attacchi alle truppe della logistica alleata. Soltanto una volta riunite le due componenti, e realizzata la struttura di supporto logistico, l’avanzata è potuta riprendere.  
Nella vita economica, la logistica comincia ad assumere importanza con l’avvento dell’industrializzazione. Se fino ad allora le attività produttive erano piccole botteghe artigianali situate, generalmente, nei pressi dei luoghi di origine delle materie prime, l’implementazione di sistemi di produzione di tipo industriale ebbe come effetto immediato l’aumento della capacità produttiva e, quindi, dei fabbisogni di materie. La politica coloniale adottata in quel periodo dalle maggiori potenze mondiali, in effetti, altro non fu se non la conseguenza diretta di tale nuova situazione. Dopo secoli di sfruttamento, infatti, le risorse disponibili sul continente europeo non erano più sufficienti a sostenere le richieste delle nascenti realtà industriali.  
L’evoluzione tecnologica, inoltre, portò alla specializzazione dei processi produttivi, ed alla nascita dei distretti industriali. Si rendeva, allora, necessario organizzare in maniera efficiente il trasporto dei prodotti nei mercati di sbocco, che tendevano, e tendono, ad allontanarsi sempre più dai siti produttivi.

I Dispositivi di protezione e la sicurezza sul lavoro

I Dispositivi di protezione e la sicurezza sul lavoro - Andrea Soldati

Nonostante le informazioni che continuamente ci giungono dai mass media, quello della sicurezza negli ambienti di lavoro continua ad essere visto dalla maggior parte degli operatori più come una seccatura, che come una cosa importante. Soprattutto quando si tratta di Dispositivi di Protezione Individuale. E ciò che sorprende è che i primi detrattori del lavoro in sicurezza siano proprio i lavoratori.  
Tra me e la mia responsabile di produzione, ad esempio, uno dei principali motivi di scontro è quello dell’uso del guanto d’acciaio nelle fasi di taglio. Mi ci sono voluti anni di discussione per riuscire a rimuovere obiezioni del tipo “ma così ho le mani impacciate”.  
Per non parlare dei vari addetti alla cucina “perché mai dovrei mettermi le scarpe con il puntale, cosa potrebbe accadermi in cucina?”, e poi senti del cuoco che si è rovinato i piedi perché le ciabattine di plastica che tanto vanno di moda non l’hanno protetto dal coltello che gli è sfuggito di mano o dal pentolone d’acqua bollente che l’aiuto cuoco aveva messo in posizione instabile.  
E la cosa peggiora quando si parla di occhi, orecchie e vie respiratorie.  
La maggior parte degli incidenti sul lavoro sarebbe stata evitabile con un po’ di attenzione e con l’utilizzo dei dispositivi di protezione adatti.  
L’obiettivo di quest’area del nostro sito è proprio quello di fornire le informazioni di base per consentire a tutti di lavorare in sicurezza.

Didattica a distanza

Didattica a distanza - Andrea Soldati

Secondo Wikipedia, la formazione a distanza (FAD) è l'insieme delle attività didattiche svolte all'interno di un progetto educativo che prevede la non compresenza di docenti e studenti nello stesso luogo". Già per alcune delle docenze per l'ENGiM avevo avuto le prime esperienze di collaborazione a distanza, in occasione di quelle in Trentino, avevo sviluppato un primo ambiente didattico, ora sto utilizzando le competenze maturate collaborando allo sviluppo di applicazioni specifiche.